venerdì 7 ottobre 2016

7.10 Anche Oggi! 😊

Autunno.
Primi giorni di freddo.
Non so cosa mettermi. Ho i capelli crespi, la pelle del viso mi tira, le articolazioni scricchiolano.
Ho voglia di un abbraccio.
E di un sorriso.


E allora me lo dono.
Mi sorrido!


Con le labbra, e la pelle un po' secca, con tutti i denti, con gli occhi e con tutte le rughe di espressione.


Benedico l'imperfezione del mondo e mi sfido ad accettarla ogni giorno.


Con il sorriso.


Indosso i riccioli crespi, mi faccio accompagnare alla porta dal melodioso scricchiolare delle mie ossa, e ci provo!
Anche oggi!


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#worldsmileday

martedì 27 settembre 2016

Settembre. Ascoltando..


Settembre.
Tempo di bilanci.
Ci arrivo colma di stanchezza e straripante di progetti.
Una Very Normal Woman che sta acquistando sempre più consapevolezza, i suoi pro e i suoi contro.
Una me che sta imparando tante cose nuove. La pazienza, ma è un altro discorso, e ad ascoltare. Ascoltare davvero.
Mi sono trovata a stupirmi, ascoltando un'amica compiere quarant'anni e dichiararsi completamente realizzata e soddisfatta.
Un pizzico di invidia, non lo nascondo, per quella sua voglia di ringraziare e basta.
Di non chiedere più nulla.
Di essere esplicitamente serena e completa.
Per prima cosa un sorriso spontaneo sul mio viso, poi un punto interrogativo nella mia mente.
Lo sarà davvero oppure è semplicemente diventata grande?
Abbastanza grande da accontentarsi di accettare la vita per quella che è, con le sue discese e le salite repentine, con le sorprese e la monotonia, con l'arcobaleno e gli uragani.
Una donna, consapevole, appunto. Ma non solo, consapevole e matura.


Ma poi, lo sarà davvero?
Ma che domanda è???
Ma poi che significa essere serene e complete??


E' una cosa talmente soggettiva ed anche quotidiana, come del resto risulta nel suo significato più letterale:
"condizione emotiva individuale caratterizzata a livello interiore ed esteriore da tranquillità, calma non solo apparente, ma talmente profonda da non essere soggetta, nell'immediato, a trasformazioni di umore..."


Ascoltando ancora, forse non a caso nella stessa giornata, sento definire la nostra generazione come quella di coloro che hanno scelto di essere felici.
Scelto di farci queste domande, sicuramente, e liberi di darci ognuno la propria soggettiva e forse anche quotidiana risposta.
Generazione di coloro che hanno abbandonato le ipocrisie, le mezze verità, i bigottismi.
Noi ragazzi cresciuti, con il futuro un po' appannato e non certo posato su un rettilineo, ma piuttosto su un tortuoso susseguirsi di tornanti, che è vero che la strada prosegue sempre, ma non riesci a vedere mai cosa c'è dietro.
Persone che scelgono di voler essere felici, pur sapendo che sarà soltanto il risultato finale di una partita.
Una partita piena di strategie, azzardi, sudore e fatica, piccole gratificazioni e grandi illusioni.
Persone instancabili, che la lotta è il nostro pane quotidiano.
La lotta per il raggiungimento della felicità!
A discapito, forse, però, di completezza e serenità.. e di tutto quello che ci sta intorno, soggettivo e quotidiano!


Chissà!





lunedì 13 giugno 2016

Mentre; invece; e allora! "Cara Strullina.."

"Ciao!  ...mi si spezza il cuore..."


"Non mi ricordo chi un giorno mi disse che ci sono persone che rimangono da sempre incatenate ad un concetto: l'amore è sofferenza.
E non riescono ad uscire da questo circolo vizioso, per cui trasformano ogni "amore" in sofferenza, appunto.
Come?
Non godendosi i momenti, esasperando le aspettative, donandosi troppo o troppo poco, idealizzando, immaginando come l'altro sarebbe l'ideale si esprimesse.
In questo modo anche l'amore più puro e vero viene disintegrato dall'approccio sbagliato.


Mentre; ci si innamora di una persona e solo all'inizio si riesce a godere di questa così com'è, come ci ha fatto innamorare del resto. Poi subentra quel meccanismo distruttivo e finché non soffriamo non siamo contenti.


Invece; l'amore non è sofferenza e nemmeno sacrificio.
E' accettazione. E' completezza. E' incastro, anche imperfetto.
Sto bene con te per quello che sei e sono felice se tu sei felice.
Non mi aspetto nulla da te, perché mi basto da sola.


E allora; si dovrebbe riuscire davvero a condividere.
Condividere la vita vera, fatta di alti e di bassi.
Fatta di ok e di no.
Fatta di me e di te.
Me così aperta magari e te così chiuso.
Me così esplicita e te così riflessivo.
Me così spontanea e te così rigido e controllato.
O anche l'esatto contrario.


L'amore non è i comportamenti di una persona, ma la sua anima.
E' quell'alchimia  strana, inspiegabile, irrazionale e priva di risposte, ma così zeppa di domande, tra un'anima e un'altra.
Non solo tra due corpi, e nemmeno tra due personalità.


L'amore non fa soffrire. E' il nostro approccio all'amore che fa soffrire.


L'amore fa stare bene!

sabato 4 giugno 2016

Orizzonte.

Stamattina potrei scrivere di priorità, quella roba li, del dubbio se "sceglila meglio o scegli la meglio"! Di beato chi ne ha una e basta. Potrei scrivere di responsabilità, frutto di scelte, volute o meritate.
Responsabilità che in un attimo si trasformano in punizioni, se solo cambi il punto di vista.
Potrei scrivere di investimenti, o sacrifici. Girando la testa a destra oppure a sinistra, insomma, quella roba li che comunque ti procura fatica, che se la guardi in un modo sei solo affannato, stai solo raggiungendo la vetta, che senza fatica non sarebbe uguale raggiungerla, alla fine. Ma che se la guardi nell'altro sei completamente svuotato.
Potrei parlare di rispetto. Rispetto verso gli altri, che prescinde da quello verso se stessi, sempre.
E di consapevolezza, che spesso manca e spesso è davvero troppa.
Oppure di equilibrio, un filo sottile e nemmeno troppo teso, insomma per veri circensi, oppure matti.
Potrei parlare della realtà, della vita vera, che è fatta di un sacco di cose, un concentrato di vorrei e vorrei ma non posso.
Di rimorsi o rimpianti, o meglio nessuno dei due, che sarebbe bello aver fatto sempre la scelta giusta!
Di scelte, quindi, di decisioni, di pancia, di cuore.
Potrei parlare di famiglia.
Di questo grande contenitore, di amore, di mani che si intrecciano, di sguardi che si trovano, di braccia che si cercano.
La famiglia dove esisti. Dove ti senti a casa.
Potrei parlare di aspettative, traguardi e delusioni.
Di salite, discese e lunghi rettilinei.
Potrei parlare di forza.
Quella che è innata dentro ciascuno di noi.
E quindi di gratitudine.
Perchè alla fine, si esiste!
Una scia colorata di  cose accadute e ogni giorno un nuovo punto di partenza.
Davanti solo l'orizzonte, quella cosa la, che più ti avvicini più si allontana, quella roba li, che non raggiungi mai!





sabato 21 maggio 2016

22 maggio!

Domani é il 22 maggio.
Una data che mi é sempre piaciuta più di altre, per una serie di motivazioni, sempre considerate dalla mia paffuta nuvola rosa!
Ero una, da bambina, che da grande non si "sarebbe mai sposata" ma che se proprio lo avesse fatto, sarebbe stato un 22 maggio.
No, non mi sono mai sposata e neanche domani sarà quel 22 maggio li.
Casualità, il giorno che due anni fa, caricai baracche e burattini via da Milano, era il 22 maggio.
La giornata degli "abbracci sinceri".
Uno scoppio di emozioni, un miscuglio tra nostalgia e esuberante voglia di vivere.
Domani sarà di nuovo il 22 maggio.. E Big Boy farà la Prima Comunione.
Uno scoppio di emozioni, una carrellata di responsabilità e sempre un'esuberante voglia di vivere.. E andare avanti!
Io, sulla mia nuvola rosa, a chiedermi tra le altre mille cose, se tutto questo sarà connesso.
E a rimanere senza risposte..
As usual, Let's go!

giovedì 21 aprile 2016

Parole, che peccato!

Che il significato delle parole mi sia di parecchio interesse è ormai noto.
Il loro significato reale e anche quello acquisito, quello di diritto, come si dice.
Come quelle consuetudini che diventano legge pur non essendole.

Le parole, la base della comunicazione. Almeno così si vorrebbe.

Mi trovo invece a pensare che le parole delle volte siano soltanto in più.

Ci sono sguardi che parlano, sorrisi che urlano.
Gesti, balletti, giravolte, saltelli che cantano.
Abbracci che vibrano.
Vibrano di parole, esondano di discorsi, trasudano frasi.

Eppure l'unica cosa a cui riusciamo davvero a fare caso, rimangono ancora loro, le parole!

Non importa se tutto il resto del corpo dice acqua, quando lo sbattere della lingua sui denti e la vibrazione delle corde vocali, formulano fuoco!
Non importa se gli occhi dicono "eccomi", se le parole pronunciano "non lo so"!
Non è tenuto in considerazione quando un abbraccio dice "lo voglio", se poi pronunci un "non lo voglio!".

Un gran casino insomma, ste parole!
Coinvolgono e sconvolgono alla velocità della luce.
Vorresti imparare a collegare anima e bocca per pronunciare solo quelle giuste, ma non sembra così immediato!

Vorresti..

Le parole partono sempre dalla testa, e da li dovrebbero arrivare direttamente alle labbra.

E invece fanno un percorso tortuoso, dal cervello, passano attraverso gli occhi, l'immaginazione, l'illusione; arrivano fino all'anima e li trovano un groviglio di esperienze passate, la paura, la rabbia; si bloccano un attimo su quelle cicatrici, saltano oltre verso il cuore dove vengono pervase dal calore delle aspettative, dal fuoco dei desideri e solo allora arrivano alle corde vocali.

E vorresti che almeno uscissero, da quella bocca, accompagnate da tutto il resto del corpo, come se il corpo fosse la musica di una canzone.

E sempre più spesso, invece, arrivano alle dita e di li escono sterili, silenziose, taglienti, piene solo del loro significato reale e di facili fraintendimenti!

Ed allora è solo un gran peccato!

mercoledì 13 aprile 2016

Evoluzione. [extra-terrestri]

“Tanto tempo fa, i marziani e le venusiane si incontrarono, si innamorarono e vissero felici insieme perché si rispettavano e accettavano le loro differenze. Poi arrivarono sulla Terra e furono colti da amnesia: si dimenticarono di provenire da pianeti diversi.” 

-Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere-


Noi donne, tra di noi, parliamo molto!
Noi donne, quelle come me, ci ammazziamo di introspezione.
Abbiamo la necessità di capire sempre il perché, svisceriamo parola per parola tutto ciò che esce dalla bocca, dalla bocca di un uomo.
Elaboriamo metafore, individuiamo assonanze.
Guardiamo dietro le ombre.
Ribaltiamo i paragrafi, invertiamo i soggetti. 

Analizziamo ogni verbo: 
"Ha utilizzato il futuro!" "Buon segno, ti vuole nel suo domani!"
No, cara, no! 
Dovrebbe stupirti solo il fatto che sia riuscito a coniugare un verbo, spesso, nient'altro!

Poi un giorno incontriamo un altro uomo, uno di quelli amici, uomini amici delle donne. Spesso omosessuali, ok, comunque cromosomicamente maschi!
Parliamo loro per ore di quello che abbiamo pensato lui volesse dire, fino a che ci intima di soffermarci solo su quello che ha realmente detto!
Ci sta dando delle paranoiche! E noi abbiamo gli occhi lucidi, a prescindere!

Si apre un mondo nuovo. 
Iniziamo a concentrarci sul suo, di lui, punto di vista!
Entusiasmante!
Scopriamo che sono esseri semplici, primitivi.
Amano le donne femmine.
Analizziamo il concetto di femmina e scopriamo che, ok, a noi donne, noi donne come me, ci appartiene si, ma ormai così lontanamente.
Scopriamo anche che essere femmina, piace da impazzire anche a noi!
Ed è anche estremamente meno faticoso.
Noi donne, noi donne come me, non lasciamo nulla al caso.
Ora abbiamo un amico, un maschio, che ascolta le nostre paranoie senza freni e ci aiuterà ad entrare nella testa di un uomo.
In noi, i fuochi d'artificio!

I primi consigli funzionano alla grande.
Il nostro amico maschio è meglio di Sex and The City!
Ogni volta che l'uomo, si, lui, comunica con noi, siamo concentratissime sulle raccomandazioni che ci sono state fatte!
Sono una femmina, una femmina di quelle che piace agli uomini!
Un mantra!

Poi, irrimediabilmente arriva. 
Arriva il giorno che il punto di vista di un uomo, non riusciamo davvero ad accettarlo, figurarsi ad utilizzarlo come base di comportamento.
Non siamo assolutamente d'accordo.
Noi siamo donne, femmine, ma donne.
E un uomo non può davvero pensare e volere questo!
Le teorie del nostro amico, maschio, sono in discussione!
Lui, ovviamente, getta la spugna! Siamo delle paranoiche conclamate!
Non c'è salvezza!

E facciamo di testa nostra. 
La nostra testa, quella delle donne, delle donne come me!

E forse sbaglieremo, non saremo comprese e nessuno dei nostri perché avrà mai una risposta.
Ma rimarremo donne, ottimi esemplari di femmine.
E loro uomini, ottimi esemplari di maschi!

Spesso insieme, più o meno felicemente.
Spesso soli, più o meno felicemente!

Ognuno con il proprio punto di vista!

E mi chiedo, fino a che punto è giusto spingersi ad entrare l'uno nel punto di vista dell'altro?
Quanto è funzionale provare a diventare femminili esemplari di maschio, per capire un uomo?
Alla fine, se siamo così diversi, ci sarà un primitivo motivo. O no?